Sunday, December 16, 2018

2018.12.32

Stefan Schorn, Studien zur hellenistischen Biographie und Historiographie. Beiträge zur Altertumskunde, Band 345. Berlin: De Gruyter, 2018. Pp. xiv, 509. ISBN 9783110447552. €119,95.

Reviewed by Tiziano Dorandi, Centre J. Pépin, UMR 8230 CNRS/ENS (tiziano.dorandi@orange.fr)

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[The Table of contents is listed below.]

S. Schorn è uno studioso che ha consacrato la maggior parte delle sue ricerche alla biografia di epoca ellenistica a cominciare dalla sua eccellente dissertazione su Satiro di Callatis che contiene tra l'altro una rinnovata edizione del P.Oxy. 1176 con i resti della Vita di Euripide.1

Le Studien zur hellenistischen Biographie und Historiographie ripropongono dodici articoli redatti tra il 2003 e il 2015 più due nuovi.2 I quattordici studi costituiscono altrettanti capitoli tematici su aspetti importanti della biografia ellenistica, che non hanno ricevuto tutta l'attenzione che meritano. Schorn si propone di riabilitare un gruppo di opere troppo spesso considerate come poco serie oppure come raccolte di materiali eruditi messe insieme da autori ai quali non veniva riconosciuto lo statuto di veri e propri storici. L'accostamento di biografia e storiografia già nel titolo è significativa e corrisponde all'idea che lo studioso ha sempre difeso di uno stretto legame in età ellenistica fra i due generi letterari.

I primi sei capitoli sono dedicati a singoli autori le cui opere sono conservate solo in uno stato molto frammentario (Neante di Cizico, Aristosseno di Taranto, Fania di Ereso, Cameleonte di Eraclea sul Ponto e il cosiddetto Anonymus Diodori), nel tentativo di delinearne e ricostruirne le caratteristiche principali. Nei restanti otto, sono invece indagate alcune questioni di fondamentale importanza per chi voglia avere una idea adeguata del genere letterario della biografia antica e degli stretti rapporti che intercorrono fra questa e la storiografia. L'ultimo capitolo serve da sintesi con una discussione generale di tutti i problemi affrontati nel volume che, pur composto da contributi distinti su autori e temi diversi, mantiene una sua unità di contenuti e di pensiero.

La tesi centrale del volume è che la biografia ellenistica deve essere considerare in buona parte una forma di storiografia, anche se non di storia. Se l'apporto di quei biografi alla ricostruzione della 'grande' storia greca, quando trattano dei suoi principali attori, è infatti talora consistente, le loro opere restano in più larga misura fonti importanti per la storia della cultura, del pensiero e delle idee così come della storia locale e delle identità delle singole città greche.3

Il primo autore (cap. 1) è Neante di Cizico, poligrafo attivo già nel IV sec. al quale è attribuita un'opera intitolata Sugli uomini famosi, Περὶ ἐνδόξων ἀνδρῶν. Interessi 'periegetici' avevano portato Neante a riunire note biografiche di origine spesso orale su personaggi illustri non solo suoi contemporanei, ma anche di un passato più o meno remoto. Per questa ragione, egli è spesso fonte unica e preziosa su aspetti che trovano fondamento in rare tradizioni locali. Neante lavora come uno storico per il quale il principio dell'autopsia ha un ruolo primario. Nel contempo, egli si distanzia in maniera considerevole dalla storiografia del IV sec. a.C. nel momento in cui rinuncia a una idealizzazione dei protagonisti delle sue biografie e cerca di ricostruire in maniera realistica e umana gli aspetti e i momenti principali della loro vita.

Il secondo autore è Cameleonte (c. 350 – c. 275 a.C.), allievo diretto di Aristotele. A lui sono dedicati due importanti contributi (cap. 2-3). Cameleonte compose diversi libri su poeti greci (Anacreonte, Saffo, Simonide, Laso, Pindaro, Stesicoro, Tespi e Eschilo) il cui titolo ha la forma Περὶ + il nome di persona al genitivo e i cui frammenti principali sono rivisitati da Schorn. Dai pochi frammenti si deduce che, sebbene gli interessi dell'autore siano orientati piuttosto verso la critica letteraria, in essi si ritrovano specifici motivi del genere biografico.

Viene poi Aristosseno di Taranto, IV sec. a.C. (cap. 4). Costui studiò la musica con il padre Spintaro e poi divenne allievo di Aristotele. Scrisse numerose biografie di personaggi illustri, soprattutto filosofi e fra questi Pitagora, Socrate e Platone. I frammenti sono per lo più tramandati da autori tardi senza apparentemente deformarne il contenuto. Il che consente di rivalutare l'affidabilità della testimonianza di Aristosseno come biografo, in passato a torto messa in dubbio.

Infine Fania di Ereso (IV-IIII sec. a.C.) interessato oltre che alla biografia anche alla storia locale della sua città, Ereso di Lesbo (cap. 5). Schorn riesamina con consistenti progressi i frammenti principali della sua opera Sui poeti (Περὶ ποιητῶν).

Con l'ultimo capitolo su un singolo autore (6), Schorn si propone di dimostrare (contro la tesi di A. Cohen-Skalli) che la fonte del cosiddetto Anonymus Diodori, attraverso il quale giungono allo storico Diodoro Siculo informazioni su Pitagora e i Pitagorici nel libro X della Biblioteca, non può essere Timeo di Tauromenio. L'anonimo ebbe a disposizione più fonti, una delle quali (diretta o indiretta) è Aristosseno di Taranto. Su alcuni punti, Schorn riviene anche nel cap. 13 (426-429).4

Il cap. 7 fa, per così dire, da cerniera fra le due sezioni. Attraverso una analisi dello sviluppo della gamma di significati del termine Περιπατητικός nelle fonti antiche, Schorn indaga se e fino a quando Περιπατητικός indicò esclusivamente persone (in particolare biografi e storici) che avevano compiuto la loro formazione a Atene e se e quando il termine divenne sinonimo di Aristotelico indipendentemente dalla formazione delle persone alle quali è applicato.

La seconda parte del volume (capitoli 8-14) è riservata a studi di più vasto respiro relativi a aspetti specifici della letteratura biografica ellenistica.

Il cap. 8 ha come oggetto i rapporti fra le epitomi con la biografia ellenistica. Schorn richiama l'attenzione sulla Vita di Euripide di Satiro, sulla Epitome del 'Sui legislatori' di Ermippo di Eraclide Lembo e analizza infine brevemente il ruolo di altri tipi di letteratura manualistica (Handbücher), tra i quali alcune opere di Neante, le Diadochai e un'opera come la Φιλοσόφων ἀναγραφή di Ippoboto (I sec. a.C.).

Sulle Diadochai, lo studioso ritorna più a fondo nel capitolo seguente (9) il cui fine è quello di provare da un lato la molteplicità di forme attraverso le quali si declina la biografia ellenistica e dall'altro che il genere bio-dossografico, di cui le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio sono un esempio più tardo, affonda anch'esso le sue radici già nell'Ellenismo.

Il cap. 10 è inedito. Schorn vi riprende, tra l'altro, la vexata questio delle fonti di Diogene Laerzio a partire dai risultati, non sempre convincenti, del libro di Mejer. Alla fine, viene proposta ("Ausblick: Was noch zu tun ist", 363-364) una lista di sei desiderata degli studi laerziani.

Nello studio successivo, viene ripresa la discussione sul tema dei rapporti innegabili fra storiografia, biografia e letteratura dell'encomio. La biografia ellenistica è una forma di storiografia che mostra molti e interessanti punti in comune con gli encomi.

Il P.Oxy. LXXI 4808 tramanda un testo adespoto del I-II sec. d.C. con informazioni su tre storici di età ellenistica (Onesicrito, Carete e Clitarco), Ieronimo di Cardia e Polibio. Schorn si sofferma sulla datazione di Clitarco, che potrebbe essere spostata tra il 237 e il 222 a.C., se la sua proposta di integrare in col. I 14-15 Ἕρμιππος (cioè Ermippo di Smirna) invece di Φίλιππος coglie nel segno. Egli esamina poi l'opinione che l'anonimo autore dello scritto doveva avere di Ieronimo e Clitarco e propone, infine, di individuare nel testo uno hypomnema utile alla stesura di un'opera storiografica.5

Il capitolo sulla figura di Pitagora (13) nella tradizione storica ripropone, tra l'altro, alcuni dei temi già affrontati in maniera più approfondita nel corso del volume ripercorrendo le trattazioni che su Pitagora e i Pitagorici leggiamo in storici di professione (Erodoto, Timeo, Diodoro Siculo) e in biografi ellenistici (Neante e Aristosseno).

Il volume si conclude con pagine scritte ex novo. Schorn vi sintetizza i principali contenuti e risultati delle sue ricerche sulla biografia di età ellenistica insistendo a lungo sui legami di questa con la contemporanea storiografia.

I dodici articoli già pubblicati non sono stati ristampati tali e quali, ma sono stati in più punti rimeditati, rielaborati e aggiornati dall'autore. I capitoli 4-5 e 13 sono opportunamente lasciati in inglese.

Un esempio significativo di interventi sostanziali di Schorn è evidente nel cap. 1 (su Neante di Cizico), dove è da segnalare non solo il nuovo paragrafo sul filosofo cinico Antistene (31-32), ma anche l'appendice ("Anhang 2017", 45-49) con la convincente confutazione della tesi di J.P. Stronk secondo la quale le opere che vanno sotto il nome di Neante (di Cizico) sarebbero in realtà da assegnare a Neante il Giovane (FGrHist 171).

Accanto agli articoli riuniti in questo volume, vorrei infine richiamare l'attenzione anche sugli altri due studi (uno di prossima pubblicazione), intitolati entrambi "Biographie und Autobiographie".6

La bibliografia del volume (451-480) è ricca e aggiornata. Aggiungo solo, per completezza, due contributi usciti troppo tardi perché Schorn potesse tenerne conto nella redazione delle pagine su Aristosseno (cap. 4): l'articolo di A. Stavru "Aristoxenus on Socrates", in A. Stavru & Chr. Moore (ed.) Socrates and the Socratic Dialogue, Leiden: Brill, 2017, 623-664 e la pubblicazione della nuova edizione dei resti del Contra Iulianum di Cirillo di Alessandria curata in due volumi da Chr. Riedweg, W. Kinzing e Th. Brüggemann, Berlin: De Gruyter, 2016-2017.

In conclusione, dobbiamo essere riconoscenti a Schorn per avere riunito in un solo e maneggevole volume, i suoi contributi su biografia ellenistica e storiografia, per averli aggiornati e rimeditati nonché integrati con due nuove ricerche. Su alcuni punti e in particolare sul cap. 10 (problema delle fonti e metodo di lavoro di Diogene Laerzio) avrò forse un giorno occasione di ritornare, affrontando infine qualche tema della letteratura laerziana che mi ha sempre molto interessato, ma che non ho finora osato trattare.

Table of Contents

Vorwort (V)
1. 'Periegetische Biographie' – 'Historische Biographie': Neanthes von Kyzikos (FGrHist 84) als Biograph (1)
2. Chamaileonstudien (51)
3. Chamaileon: Biographie und Schriften Περὶ τοῦ δεῖνα (79)
4. Aristoxenus' Biographical Method (107)
5. Biography and History in Phaenias of Eresus (149)
6. Die Pythagoreer in zehnten Buch der Bibliothek Diodors: Quellen, Traditionen – und Manipulationen (193)
7. Wer wurde ind er Antike als Peripatetiker bezeichnet? (245)
8. Epitomai und hellenistische Biographie (279)
9. Bio-Doxographie in hellenistischer Zeit (301)
10. Jørgen Mejers Diogens Laertius and His Hellenistic Background nach 30 Jahren – einige Überlegungen (339)
11. Historiographie, Biographie und Enkomion. Theorie der Biographie und Historiographie bei Diodor und Polybios (365)
12. Überlegungen zu P.Oxy. LXXI 4808 (393)
13. Pythagoras in the Historical Tradition: from Herodotus to Diodorus Siculus (409)
14. Die hellenistische Biographie in neuem Licht (431)
Literaturverzeichnis (451)
Verzeichnis der Erstpublikationen (481)
Eigennamen (483)
Stellen (491).


Notes:


1.   S. Schorn, Satyros aus Kallatis. Sammlung der Fragmente mit Kommentar, Basel: Schwabe, 2004.
2.   Le concordanze nel "Verzeichnis der Erstpublikationen", 481-482.
3.   "Vorwort", VI.
4.   Anche se si deve essere molto prudenti nel trattare questo materiale come aristossenico, ritengo che di esso dovrà necessariamente tenere debito chi si occuperà della futura e auspicabile raccolta dei testi del biografo di Taranto, che rimpiazzi quelle finora esistenti, tutte insoddisfacenti.
5.   La presenza del testo del papiro, sia pure nella editio princeps e in riproduzione anastatica, avrebbe reso un ottimo servizio al lettore per seguire la discussione.
6.   In B. Zimmermann – A. Rengkakos (Hgg.), Handbuch der griechischen Literatur, II. Die Literatur der klassischen und hellenistischen Zeit, München: Beck, 2014; III. Die Literatur der Kaiserzeir (in stampa).

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