Thursday, September 11, 2014

2014.09.22

Catherine Balmelle, Ariane Bourgeois, Henri Broise, Jean-Pierre Darmon, Mongi Ennaïfer, Carthage, colline de l'Odéon: Maisons de la rotonde et du cryptoportique (recherches 1987-2000) (2 vols.). Collection de l'Ecole française de Rome 457. Rome: Ecole française de Rome, 2012. Pp. xii, 840; 6 p. of plates. ISBN 9782728308811. €480.00 (pb).

Reviewed by Antonella Mezzolani Andreose, Independent Researcher (antonella.mezzolani@gmail.com)

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[The Table of Contents is listed below.]

I due volumi qui recensiti sono il frutto conclusivo di lunghi anni di ricerca e di studio che l'équipe, diretta congiuntamente da Jean-Pierre Darmon e Mongi Ennaïfer, ha condotto nell'importante settore residenziale nord-orientale dell'antica Cartagine. Benché in altre occasioni rendiconti puntuali abbiano presentato operazioni di scavo, apparati decorativi o valorizzazione dei siti, questa opera complessiva consente di apprezzare il quadro completo delle vicende delle due dimore.

Gli scavi estensivi e completi della "Maison de la Rotonde" hanno permesso un'accurata ricostruzione di tutte le fasi del settore sin dal primo uso funerario di età tardo-punica, mentre nella "Maison du Cryptoportique" le operazioni hanno dovuto limitarsi a sondaggi sotto i pavimenti in situ del solo settore occidentale.

La diversità delle indagini ha indotto gli autori ad una presentazione distinta dei dati relativi alle due abitazioni, sebbene con una struttura esplicativa condivisa. Nel primo volume, dunque, dopo un'introduzione generale sui primordi della ricerca e la motivazione della presentazione in due volumi (pp. 1-10), la "Première partie. Le secteur de la Maison de la Rotonde" offre una seconda introduzione (pp. 15-17) , un capitolo sulle cinque macrofasi edilizie del complesso abitativo (Catherine Balmelle- Henri Broise- Jean-Paul Darmon- Mongi Ennaïfer- Marie-Pat Raynaud, "L'architecture," pp. 21-150), un capitolo di dettaglio sulla decorazione pavimentale (Catherine Balmelle, "Les décors des sols", pp. 153-187) ed un secondo approfondimento sugli intonaci parietali dipinti (Claudine Allag, "Les enduits peints", pp. 189-208).

Esattamente la stessa articolazione appare nella "Deuxième partie. Le secteur de la Maison du Cryptoportique", in capitoli redatti da diversi autori. Una Terza Parte, "Synthèse", riepiloga le forme architettoniche e decorative dei due complessi residenziali (pp. 323-332), e li colloca utilmente in un più ampio quadro urbano (pp. 333-359). Un annesso sugli interventi di restauro e valorizzazione delle due dimore, (Broise ,"La Maison de la Rotonde", pp. 365-370; Jean-Baptiste Bellon,"La Maison du Cryptoportique", pp. 371-375), evidenzia l'attenzione rivolta alla didattica e al turismo culturale di alto profilo.

Il secondo volume si accentra sui dati di scavo trattati separatamente per le due dimore. Una Quarta Parte sulla "Maison de la Rotonde," esamina i contesti stratigrafici corrispondenti alle cinque fasi strutturali dell'abitazione al fine di delinearne la cronologia— analisi della ceramica, dei rinvenimenti monetali, e capitoli sulla fauna e gli oggetti minuti: (Martine Leguilloux, "La faune", pp. 599-611; Ariane Bourgeois, "Catalogue des petits objets", pp. 613-630), questi ultimi comprendenti tra l'altro gettoni, fusaiole, frammenti di statuette fittili e piccoli materiali metallici. Nella Quinta Parte autori diversi trattano individualmente la stratigrafia e i reperti dei sondaggi effettuati nella "Maison du Cryptoportique" con l'aggiunta di un "Catalogue des monnaies", (Claude Brenot , pp. 711-715 ). Il volume si chiude con saggi di sintesi sulla ceramica, oggetti vitrei e musivi, analisi chimiche e tipologia cronologica, e termina con un'ampia bibliografia generale.1

Tra tutte le classi presentate un tipo di vasellame suscita curiosità: le ollae perforatae, ovvero vasi per piantumazione, rinvenute sia nella "Maison du Cryproportique" (sondaggio I.1: viridarium), sia nella "Maison de la Rotonde " (US 146.107, 150.104), oltre che nell'area del porto circolare. Il rinvenimento di questi particolari contenitori fittili amplia il numero di attestazioni nell'Africa Proconsularis e soprattutto pone le prime basi per una riflessione anche per i contesti residenziali nordafricani sull'architettura dei giardini e sull' ars topiaria nonché sulle pratiche di commercio delle specie arboree, analogamente a quanto già proposto per altre aree mediterranee. 2

Tra gli aspetti di rilievo del contenuto spicca il riferimento a possibili attività artigianali connesse alla lavorazione del pescato nel settore della "Maison de la Rotonde" che potrebbero indicare il primo uso non strettamente residenziale dell'area nel I sec. d. C., e fornire indizi su aspetti commerciali della città romana, a dire il vero ancora assai evanescenti. Notevole anche il riconoscimento di una partizione longitudinale delle insulae in zone sia in declivio che in pianura che suggerisce l'uso di un progetto costruttivo teorico e non semplicemente condizionato dalla geomorfologia (cf. vol. 1, fig. 372). Importante è infine la riflessione sull'occupazione del suolo pubblico da parte delle due abitazioni— operazione che pare connessa ai processi di acquisizione e fusione delle parcelle di ogni singola insula per conto di un unico proprietario. Tale processo di appropriazione, iniziato sin dalla metà del IV sec. d.C. e riscontrato in vari settori cittadini, induce a ripensare il rapporto tra spazio privato e spazio pubblico. Per il quadro giuridico di riferimento alcuni spunti possono essere reperiti in un accurato lavoro di Isabella Baldini, che evidenzia anche il nesso tra viabilità cittadina ed edifici privati.3

I processi strutturali e decorativi delle due dimore, pur nella differenza delle scelte planimetriche e ornamentali, sembrano attestare, nel complesso, una dinamicità edilizia che precede la presa di Cartagine da parte delle truppe di Genserico e che non pare però inficiata dalla conquista. A parte i cambiamenti probabilmente dettati dal divario cronologico e da scelte dei committenti individuali, è da notare la persistenza del peristilio come fulcro spaziale distributivo, che traccia una sorta di continuum stilistico tra fasi diverse dello stesso quartiere residenziale. Similmente, le sale di apparato delle due residenze si conformano alla dimensione pubblica e di rappresentanza delle famiglie proprietarie, con la scelta di una ricca decorazione in opus sectile negli oeci della "Maison du Cryptoportique" e con l'accentuata teatralizzazione della sala absidata della "Maison de la Rotonde" che attraverso l'assialità con l'ingresso principale e l'articolazione su dislivelli giunge alla piena enfatizzazione dell'abside, sede probabile dello stibadium. 4

Notevole è l'indicazione di una pertinenza all'epoca vandala della quarta macrofase della "Maison de la Rotonde." Il riutilizzo di spazi e volumi approntati ma non completati nella fase precedente, con l'impianto del vasto peristilio e il rifacimento degli alzati e degli apparati decorativi nella sala ad abside e della rotonda con copertura a volta, risale all'ultimo quarto del V- inizi del VI sec. e delinea una fisionomia edilizia non esattamente recessiva come quella descritta per la città dalle fonti letterarie. Ciò caratterizza il dominus della " Maison de la Rotonde " come personaggio che, attraverso il completamento dell'opera edilizia incompiuta, consciamente aderisce a modelli ideologici di auto-rappresentazione fortemente esplicitati nella struttura residenziale così realizzata. 5 Gli studi sull'epoca vandala a Cartagine possono ricavare dalla "Maison de la Rotonde" una percezione più calibrata del fenomeno, senza necessariamente schierarsi con "Catastrophists" o con " Continuists", 6 fornendo anche materiale di confronto con altre strutture residenziali attive nello stesso periodo. Tra i parametri proposti, l'utile quadro della fauna sottolinea ancora, con le percentuali e i tipi delle carni consumate (soprattutto ovicaprini, ma anche maiali), come la qualità della vita nella "Maison de la Rotonde" fosse sensibilmente più alta rispetto ad altri contesti d'abitazione della metropoli.

In conclusione, i due volumi sono opera imprescindibile e ricca di spunti e dati per chiunque voglia occuparsi di urbanistica e architettura residenziale a Cartagine e in generale nelle province africane.7 Menzione particolare merita l'alta qualità editoriale dell'apparato figurativo dettagliato e accurato, e corredato da illustrazioni planimetriche sia singole che complessive, con fasi specifiche indicate a colori, in un formato che consente di visualizzare le singole proiezioni simultaneamente alla parte descrittivo-analitica del testo.

Table of Contents

Préface (Azedine Beschaouch) XI
Introduction générale 1

Première partie
Le secteur de la Maison de la Rotonde
Introduction 15
L'architecture (C. Balmelle, H. Broise, J.-P. Darmon, M. Ennaïfer, M.-P. Raynaud) 19
Chapitre 1 - Avant les constructions romaines: la nécropole punique 21
Chapitre 2 - État I 31
Chapitre 3 - État II 49
Chapitre 4 - État III 83
Chapitre 5 - État V 141
Le décor 151
Chapitre 7 - Les décors de sol (C. Balmelle) 153
Chapitre 8 – Les enduits peints (C. Allag) 189

Deuxième partie
Le secteur de la maison du Cryptoportique
Introduction 211
L'architecture (C. Balmelle, H. Broise, J.-P. Darmon, M. Ennaïfer, M.-P. Raynaud) 217
Chapitre 9 – Vestiges d'états antérieurs à la maison à péristyle 219
Chapitre 10 – La maison à péristyle 227
Le décor 261
Chapitre 11 – Les décors de sol (S. Gozlan, M. Ennaïfer) 263
Chapitre 12 – Les enduits peints (C. Allag) 313

Troisième partie
Synthèses
Chapitre 13 – L'architecture et le décor, leur évolution (C. Balmelle, J.-P. Darmon, S. Gozlan) 323
Chapitre 14 – L'évolution des insulae des maisons du Cryptoportique et de la Rotonde dans le contexte urbain (H. Broise) 333

Annexe
La mise en valeur des deux maisons
La maison de la Rotonde (H. Broise) 365
La maison du Cryptoportique (J.-B. Bellon) 371

Quatrième partie
Le secteur de la maison de la Rotonde
Introduction (J.-P. Darmon, M. Ennaïfer) 385
Données des principales US servant de base à la chronologie (A. Bourgeois, C. Balmelle, C. Brenot, F. Marchand-Beaulieu) 397
Chapitre 15 – État I: les contextes sélectionnés 399
Chapitre 16 – État II: les contextes sélectionnés 409
Chapitre 17 – État III: les contextes sélectionnés 453
Chapitre 18 – État IV: les contextes sélectionnés 507
Chapitre 19 – État V: les contextes sélectionnés 525
Numismatique, faune, petit objets 559
Chapitre 20 – Dépôt monétaire et catalogue des monnaies de fouilles (C. Brenot) 561
Chapitre 21 – La faune (M. Leguilloux) 599
Chapitre 22 – Catalogue des petits objets (A. Bourgeois) 613

Cinquième partie
Le secteur de la maison du Cryptoportique
Chapitre 23 – Sondages (C. Balmelle, A. Ben Abed-Ben Khader, A. Bourgeois, J.-P. Darmon, M. Ennaïfer, S. Gozlan, R. Hanoune, M.-P. Raynaud) 633
Chapitre 24 – Catalogue des monnaies (C. Brenot) 711

Sixième partie
Synthèses
Chapitre 25 – Les monnaies (C. Brenot) 719
Chapitre 26 – La céramique (A. Bourgeois) 731
Chapitre 27 – Le verre (D. Foy) 765
Annexe: Les verres mosaïqués du secteur de la maison de la Rotonde (B. Gratuze) 796


Notes:


1.   Essa tuttavia non è del tutto aggiornata rispetto alla data di pubblicazione: le referenze bibliografiche si arrestano al 2009, e per gli anni dal 2007 in poi sembrano trascurate le pubblicazioni in lingua inglese.
2.   E. Macaulay Lewis, "The role of ollae perforatae in understanding horticulture, planting techniques, garden design, and plant trade in the Roman World", in J.-P. Morel, J. Tresseras Juan, J. C. Matamala (eds.), The Archaeology of Crop fields and Gardens (Bari 2006) 207-219.
3.   I. Baldini Lippolis, "Private space in late antique Cities: laws and buildings procedures", in L. Lavan, L. Özgenel, A. Sarantis (eds.), Housing in Late Antiquity. From Palaces to Shops ( Leiden-Boston 2007) 197-237.
4.   S. P. Ellis, "Late-antique dining: architecture, furnishings and behaviour", in R. Lawrence, A. Wallace-Hadrill (eds), Domestic Space in the Roman World: Pompeii and Beyond, (Portsmouth RI 1997) 41-51.
5.   Un riepilogo sulle abitazioni tardo-antiche in Tunisia si trova nei contributi di F. Ghedini, S. Bullo, "Late antique Domus of Africa Proconsularis: structural and decorative aspects" e di J. J. Rossiter, "Domus and villa: late antique Housing in Carthage and its territory", in L. Lavan, L. Özgenel, A. Sarantis (eds.), Housing in Late Antiquity. From Palaces to Shops (Leiden; Boston 2007) 336-366, 367-392. Si veda anche M. C. Mulè, "Gli appartamenti", in S. Bullo, F. Ghedini (eds.), Amplissimae atque ornatissimae Domus. L'edilizia residenziale nelle città della Tunisia romana. Saggi, (Padova 2003) 105-134.
6.   Per la questione e per un quadro sulla tarda antichità a Cartagine, si veda recentemente A. Leone, "Change or No Change? Revised Perceptions of Urban Transformation in Late Antiquity", in P. Baker, C. Forcey, S. Jundi, R. Witcher (eds.), TRAC 98: Proceedings of the Eighth Annual Theoretical Roman Archaeology Conference, (Oxford 1999) 121-130; A. Leone, Changing Townscapes in North Africa from Late Antiquity to the Arab Conquest (Bari 2007), in particolare pp. 96-124, 154, 165.
7.   Alcuni appunti editoriali minori: i rimandi interni non sono sempre corretti; ad es. a p. 640, nota 3, per "p. 742-744" leggere "p. 744-746"; una parte del testo a pp. 326-327 ripete in maniera pressoché pedissequa quanto già scritto a pp. 259-260.

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